PMI e banche: perché i dati ESG diventano parte del merito creditizio

13.04.2026

Gentili clienti, vi informiamo che, in base all’art. 13 del D.M. MASE n. 59/2023, è stato stabilito il calendario per l’iscrizione al Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI).

Perché l’EBA porta l’ESG nel credito

La prima svolta regolamentare chiave per il credito è arrivata con le Guidelines on loan origination and monitoring (EBA/GL/2020/06), applicabili dal 30 giugno 2021: qui l’EBA definisce requisiti di governance, procedure e monitoraggio lungo l’intero ciclo di vita del finanziamento, includendo esplicitamente i fattori ESG tra gli elementi da considerare nelle policy e nei processi di concessione del credito.

La seconda svolta, più strutturale, è rappresentata dalle Guidelines on the management of ESG risks (EBA/GL/2025/01) pubblicate a gennaio 2025, con data di applicazione 11 gennaio 2026 (e 11 gennaio 2027 per le banche “small and non-complex”): qui l’ESG non è solo un “fattore” da inserire in una checklist del credito, ma un insieme di rischi da identificare, misurare, gestire e monitorare, integrandolo nei framework complessivi (governance, ICAAP, risk appetite, reporting interno) e attraverso piani di transizione.

Cosa significa in pratica per banche e imprese

Quando si parla di “rating ESG”, nel contesto EBA il concetto pratico è questo: se un rischio è misurato, allora deve essere reso confrontabile per decisioni di credito (concessione, pricing, limiti, covenant, monitoraggio). Le Linee Guida EBA spingono proprio verso la costruzione di metriche e indicatori (KRI/KPI) ESG, con un mix di dati interni, dati di controparte e dati esterni, e verso analisi forward-looking (scenari).

Perché riguarda anche le PMI non soggette a CSRD

Molte PMI italiane non sono soggette direttamente agli obblighi di rendicontazione CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive). Tuttavia, l’effetto a catena è chiaro: se le banche devono integrare i rischi ESG nella valutazione e nel monitoraggio del credito, chiederanno alle imprese più informazioni, e useranno tali informazioni per differenziare accesso e condizioni.

Come prepararsi

Le PMI devono dotarsi di elementi chiave che permettano alla banca di valutare la solidità dell’impresa nel tempo. In pratica:

  • Identificare i rischi ESG davvero rilevanti per il proprio settore e territorio, senza tecnicismi inutili.
  • Raccogliere i dati minimi che la banca inevitabilmente richiederà (energia, sicurezza, assetti di governance).
  • Definire 2–3 azioni di miglioramento realistiche e misurabili, non piani decennali.
  • Integrare questi elementi nel business plan, mostrando impatti economici e operativi.

L’obiettivo non è la perfezione, ma dimostrare controllo, coerenza e visione.

Le Linee Guida EBA stanno già cambiando il modo in cui le banche valutano il rischio delle imprese. Le PMI che si muoveranno adesso arriveranno più pronte, con processi più rapidi e condizioni migliori.

Vuoi maggiori informazioni?

Contatta il form qui sotto per richiedere ai nostri esperti maggiori informazioni in merito al nostro articolo.

    Dichiaro di aver letto la Privacy Policy e acconsento al trattamento dei miei dati personali