CSRD 2026: cosa cambia per le aziende non quotate
19.08.2026
Le recenti evoluzioni normative a livello europeo stanno ridefinendo il panorama della rendicontazione di sostenibilità.
Con l’aggiornamento della direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), cambiano requisiti, tempistiche e ambito di applicazione, con impatti rilevanti anche per le aziende non quotate.
L’obiettivo delle nuove disposizioni è semplificare il quadro regolatorio, riducendo gli oneri amministrativi senza ridimensionare l’importanza della trasparenza sui temi ESG.
1. Nuove soglie e riduzione del perimetro
Uno dei cambiamenti più significativi riguarda l’innalzamento delle soglie dimensionali che determinano l’obbligo di rendicontazione.
Questo comporta una riduzione del numero di aziende direttamente coinvolte. Tuttavia, anche le imprese escluse continueranno a essere interessate indirettamente, soprattutto all’interno delle catene di fornitura o nei rapporti con clienti e istituti finanziari.
2. Tempistiche aggiornate
Le nuove regole prevedono una revisione delle scadenze, introducendo un approccio più graduale.
Questo consente alle aziende di pianificare con maggiore attenzione il proprio percorso di adeguamento e di strutturare in modo più efficace processi e strumenti per la raccolta dei dati.
3. Standard ESRS più semplici e mirati
Un altro elemento chiave è la revisione degli ESRS (European Sustainability Reporting Standards).
I nuovi standard puntano a:
- ridurre la quantità di dati richiesti
- semplificare la rendicontazione
- rafforzare il principio di materialità
Le aziende potranno così concentrarsi sugli aspetti realmente rilevanti per il proprio business, evitando un approccio puramente formale.
4. Il ruolo del VSME
Per le imprese che non rientrano più negli obblighi della CSRD, viene introdotto uno standard volontario: il VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for SMEs).
Si tratta di uno strumento pensato per le PMI che vogliono:
- strutturare le informazioni ESG
- rispondere alle richieste del mercato
- mantenere competitività e trasparenza
5. Impatti concreti per le aziende
Anche in assenza di obblighi normativi diretti, la sostenibilità resta un tema centrale.
Le aziende dovranno comunque affrontare:
- richieste di dati ESG da parte di clienti e partner
- maggiore attenzione da parte di banche e investitori
- crescente pressione lungo tutta la filiera
6. Come prepararsi
Per affrontare al meglio questo scenario, è utile adottare un approccio proattivo:
- identificare i temi ESG più rilevanti per il proprio business
- organizzare la raccolta e la gestione dei dati
- definire obiettivi di miglioramento
- valutare l’adozione di standard volontari come il VSME
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