Direttiva Greenwashing: più trasparenza per i consumatori e stop ai claim ambientali ingannevoli
30.11.2025
Il 6 novembre 2025, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo proposto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che recepisce la Direttiva UE 2024/825. Il provvedimento, che entrerà in vigore il 27 settembre 2026, aggiorna il Codice del Consumo e introduce nuove regole per contrastare il greenwashing e promuovere una comunicazione ambientale trasparente.
La direttiva si applica a tutte le pratiche commerciali B2C che coinvolgono dichiarazioni ambientali o sociali, in ogni fase del rapporto con il consumatore: prima, durante e dopo l’acquisto.
Le principali novità introdotte
Il decreto vieta:
- Affermazioni ambientali generiche o ingannevoli (es. “green” o “a impatto zero”) se non supportate da dati verificabili
- Utilizzo di marchi di sostenibilità non certificati o non rilasciati da autorità pubbliche
- Dichiarazioni sull’intero prodotto o sull’azienda quando valide solo per una parte marginale
- Claim basati su compensazioni di CO₂ che non riflettono una reale riduzione delle emissioni lungo il ciclo di vita del prodotto
- Informazioni parziali, come definire “riciclato” un prodotto solo perché lo è l’imballaggio
La vigilanza sull’applicazione delle nuove regole sarà affidata all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che potrà comminare sanzioni alle imprese inadempienti.
Obblighi per le imprese
Le aziende dovranno:
- Fornire dichiarazioni ambientali e sociali chiare, precise e verificabili.
- Offrire informazioni dettagliate sulla durabilità, riparabilità e aggiornabilità dei prodotti digitali.
- Evitare di presentare come distintivi requisiti già obbligatori per legge.
- Non omettere informazioni rilevanti, come l’incompatibilità con materiali non originali.
Un passo avanti per il Made in Italy sostenibile
Il decreto rappresenta un’importante svolta per la tutela dei consumatori e la valorizzazione delle imprese virtuose.
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